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WiFi Libero? · Dec 3, 10:47 AM

Riprendo le attività del blog dopo un periodo di immersione lavorativa, parlando del WiFi.

WiFi, nella accezzione di infrastruttura, è uno strumento che permette di comunicare e di localizzare, indoor e outdoor. Come?

In casa (es. in un ospedale) localizzo gli ambienti (stanza A, stanza B) ma non la posizione negli ambienti (no x,y – per far ciò serve la tecnologia UWB), misurando e mappando la differenza di segnale ricevuto da diversi Access Point.

SkyHook è una società che fornisce a molti provider le mappe geolocalizzate degli SSID delle reti che si vedono dalle strade. Pertanto se il mio device mobile vede la rete ABC123 (con mac address xyz) che è localizzata in via Torino al 36, beh questo significa che io sono circa in via Torino 36.

Free WiFi in un pub a Cambridge
Insegna per Free WiFi in un pub a Cambridge/UK

Ma per comunicare (aka trasmettere dati, collegarmi ad internet, ect) normalmente le reti WiFi presentano la richiesta di una password. Per legge. In quanto il decreto legge estivo (del 27 luglio 2005) dell’allora ministro Pisanu prevede, che per motivi di sicurezza (terroristi, ladri, maleducati… che notoriamente son tutti in Italia) nessuno possa collegarsi ad una rete a meno che il gestore chieda autorizzazione in Qvestura per la sua attività e mantenga un registro CARTACEO dei nomi/cognomi e delle password univoche dispensate, nonché copia sempre cartacea dei documenti di identità di chi si è collegato.

Pertanto, sino ad oggi, nessun bar alla Starbucks, lascia aperta la propria rete.

Il ministro Maroni ha promesso una quindicina di giorni fa, di non aver intenzione di reiterare la “Pisanu” nel decreto milleproroghe (quello che dovrebbero votare il 14 alla Camera per intenderci), come invece è stato fatto sin’ora, ogni anno.

Un bel regalo natalizio? Non proprio, il mondo è sempre più complicato di come sembra. Maroni ha dichiarato di voler mettere comunque un meccanismo di tracciatura (es. registrazione del nome del computer e di qualche altra caratteristica hw di rete). Tramite un decreto attuativo successivo. E fin qui, nulla di male, ci guadagneranno le Telecom con le loro offerte di Alici in formato bar (per il servizio di tracking sostitutivo). E anche noi che potremo stare al bar collegati senza pagar pegno (ma quanto restiamo al bar a lavorare noi?).

Ma cosa succede se il 14 cade il governo?

Il decreto Pisanu si scioglierà come neve al sole, WiFi sarà libero, EVVIVA? No sarà un vuoto normativo!
No, perchè il prossimo governo (nero, rosso, verde qualsivoglia) metterà una pezza prima o poi. Pertanto, in attesa di un nuovo decreto (che arriverà magari a 12 mesi dall’insediamento del nuovo governo, il WiFi non è poi così importante per i nostri governanti), presumo che nessuno (o ben pochi) investirà in reti WiFi aperte.

Buon Santambroeus!

— marco

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