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Intervista AICT · Oct 28, 01:59 PM

Il 14 ottobre al Poli mi hanno chiesto di coordinare la tavola rotonda del convegno sui Sistemi Informativi Pervasivi.

(qui il link alla minuta della mattinata)

Hanno partecipato / erano presenti persone interessanti, tra cui Cosimo Comella (per il Garante per la privacy), Carlo Zaniolo (UCLA), Dino Pedreschi (UniPisa)...

Ho voluto dare un taglio giornalistico alla tavola rotonda, per non fare addormentare i partecipanti (pochi ma buoni) con tecnicismi magari scontati, visto il livello dell’audience.

Ha funzionato. Dal coinvolgimento è emerso, tra le altre cose, che nel protocollo GSM è prevista l’attivazione del microfono del telefonino da parte dell’operatore. Per motivi di sicurezza. Questa proprio non la sapevo. Che si potesse spiare si, ma che fosse presente un’API al livello basso del protocollo no.

Mi informo meglio, documento l’API e ci ritorno su.



Di seguito, l’intervista sui sistemi informativi pervasivi che mi hanno fatto gli amici di AICT.

Egr. Dott. Locatelli, cosa si intende precisamente per “sistemi informativi pervasivi”?

I “sistemi informativi pervasivi” nascono grazie a Internet. La rete di computer è stata integrata negli anni con sensori. I sensori (the Internet of Things) sono i POS dove si paga con il bancomat o la carta di credito, i telefoni cellulari, le telecamere che sono proliferate solo grazie alla possibilità di trasmettere su rete IP le immagini in movimento, i tag RFId, ma anche intere filiere produttive, dove i prodotti vengono elaborati e movimentati secondo principi di tracciatura elettronica.

-) Ci può illustrare qualche esempio?

Un esempio che abbiamo tutti sottomano è la telefonia cellulare. Il telefonino è un tag RFId, è un computer, è una macchina fotografica, insomma ricorda molto il “tricorder” del capitano dell’Enterprise Kirk. Il telefonino consente la localizzazione con precisione variabile mediante triangolazione sulle celle telefoniche, mediante scanning delle reti wi-fi e mediante gps. Inoltre, siccome ogni telefonino è più complesso di un Pc di inizio secolo, il sistema operativo e la rete consentono potenzialmente effrazioni di dati sensibili.

-) Quali sono le opportunità che offrono tali dispositivi agli utenti finali?

Le opportunità sono proporzionali alla complessità, che è cresciuta esponenzialmente con la rete in questi anni. E’ possibile integrare intere filiere semplicemente utilizzando componenti disponibili “out of the box”. Le opportunità sono notevoli, in quanto consentono efficientamento ed aumento della consapevolezza rispetto al business. Tutti fattori competitivi oggi sempre più necessari.

-) Qual è lo scenario di queste tecnologie in Italia, soprattutto alla luce della normativa sul trattamento dei dati scambiati?

In Italia la normativa relativa alla riservatezza ed in particolare al trattamento dei dati sensibili, è a mio parere eccellente. E’ equilibrata, tutela l’end user senza fornire aggravi a chi deve trattare i dati.
Il vero problema è la mancanza di consapevolezza dei possibili utilizzi della tecnologia da parte delle PMI italiane. Basta pensare alla tecnologia RFId, diffusissima negli USA ed in Germania ma ancora incompresa dai nostri imprenditori: Nemmeno l’acronimo è chiaro: RFchè?

-) E in Europa?
La Germania, che implementa le tecnologie a tutti i livelli, è la nazione che sta reggendo l’Europa in un periodo di crisi globale come stiamo vivendo.
Solo un esempio: in BMW tutti i veicoli e tutte le operazioni di assemblaggio sui veicoli sono tracciate mediante la tecnologia RFId Ultra Wide Band. Alla fine della linea produttiva sanno esattamente se una particolare operazione di avvitatura non è stata eseguita o eseguita parzialmente, in automatico. In FIAT tutte le operazioni sono tracciate mediante fogliettini di carta che alla fine non consentono di gestire la qualità sui veicoli.

-) Quali sono le principali conclusioni emerse in occasione del convegno organizzato dall’ AICT a Milano il 14 ottobre scorso?

Le conclusioni hanno ruotato attorno a due concetti: Etica e Consapevolezza. Etica nell’operare. E’ sufficiente ricordare lo scandalo Telecom delle intercettazioni della gestione Tronchetti per capire cosa non è etica. Consapevolezza nell’utilizzo degli strumenti offerti dalla rete: i dati se correttamente organizzati e quindi resi anonimi in termini intrinseci, consentono di estrarre una quantità di valore altissima. Ma se non c‘è consapevolezza, si possono causare o consentire dei danni collaterali, anche non volendolo.

RingraziandoLa davvero per la cortese disponibilità, Le invio i miei più cordiali saluti.

— marco

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Commenti

  1. salve, sono una studentessa di scienze motorie, devo fare una relazione sui sistemi pervasivi applicati allo sport, a chi posso chiedere qualche suggerimento? grazie cordiali saluti.

    maria margarini · May 1, 06:48 PM · #

  2. Sto lavorando a un Sistema Informativo Pervasivo:
    www.econdominium.it
    che mi fa pensare all’opportunità di concepire un vero e proprio Internet Operating System (INTERNOS) per governare l’interazione su Internet delle Persone e delle Cose.

    Giulio Beltrami · Sep 24, 03:03 PM · #

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