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I nuovi chip UHF NXP · Feb 20, 08:04 PM

NXP (ex Philips semiconductors) ha annunciato già a fine dell’anno scorso i nuovi chip UHF denominati G2X con 256 e 512 bit rispettivamente di memoria.
Di tutto rispetto.
Ma dagli anunci alla disponibilità passa tempo.
E ancora più tempo prima che i firmware dei reader sul mercato siano in grado di sfruttarne le caratteristiche.

I dettaglio: in codice sono GX2M e GX2L (Medium e Large) con appunto 256 e 512 bit di memoria.
In un chip epc gen2 (standard nato per l’identificazione a basso costo) la memoria spaventa: ma quanto cubano in dindini? Sembra che il prezzo alla fonte sia lo stesso dei vecchi chip con 192 bit di memoria.
E oltre alla memoria? Il principale vantaggio che intravedo è il “consumo” di energia: il 30% in meno rispetto alla precedente serie NXP. Ciò significa un’attivazione anche in campi EM più deboli e quindi una risposta più veloce in termini di tempo di presentazione dell’ID.

Ma c‘è dell’altro: NXP ha proposto delle estensioni a EPC GEN2.
1. EAS (Electronic Article Surveillance): un set di comandi per (essenzialmente) alzare/abbassare/rilevare un bit di antitaccheggio. Leggere il singolo bit è molto più veloce della lettura del codice EPC da parte di un reader che svolga funzioni antitaccheggio.
2. Read Protect: La memoria è interamente protetta da da una password a 32 bit. Ciò significa che il tag risponde con “0000” a meno che il reader si presenti con la giusta key. Pertanto il codice EPC è invisibile se protetto. La privacy ringrazia :) Ma non solo: in caso di presenza di centinaia di tag, il fatto di leggere solo gli item ricercati (con una particolare key) aiuta l’algoritmo anticollisione.
3. Calibrate: la funzione consente di rispondere continuamente con il contenuto della intera memoria del tag per poter calibrare agevolmente i reader e valutare la potenza del segnale riflesso (backscatter strenght).

Inoltre: User memory: 10.000 cicli di read/write; 10 anni di “ritenzione” dati; protetta da password; da 256 a 512 bit (tutto compreso: 96 bit EPC, 64 TID, 32 PWD: ciò implica altri 64 bit per i “256” e 320 per il 512).
Interessante notare che il TID (read only) è l’unione di NXP + codice del chip (16+16=32 bit), più 32 bit di un numero univoco generato e scritto nel “silicio” da NXP e garantito unico per ogni serie.

Bene e adesso che abbiamo i nuovi chip? Le estensioni EPC chi le capisce?
Attualmente sul mercato il reader di Sirit Infinity 510, è in grado di sfruttare le caratteristiche di G2X NXP, attraverso una serie di comandi specifici:

I comandi sono disponibili dal firmware 2.0, rilasciato in questi giorni.
Adesso non resta che fare delle prove in lab per verificare l’effettiva efficienza dell’attivazione del chip, la velocità di r/w della memoria, l’efficienza dell’anticollisione e del bit EAS.

— marco

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Commenti

  1. Ciao Marco, sono un laureando in ing. delle TLC e sto iniziando a pensare ad una tesi (laurea specialistica) riguardo l’impetuosa tecnologia RFid. Hai qualche consiglio?
    Ciao

    Armando · Mar 9, 01:42 PM · #

  2. Ciao Armando,

    ho visto solo ora il tuo commento.
    Si, qualche consiglio da darti ce l’ho.
    1. Leggi per bene la letteratura in materia (es. libro bianco rfid scaricabile da internet), Finkenzeller, etc.
    2. In rete leggi esempi di applicazioni già fatte (per capire bene i domini di applicazione)
    3. Procurati un reader e un po’ di tag e inizia a costruirti una sensibilità sulla tecnologia fisica.

    Inoltre specializzati: LF=animali / HF=micropagamenti, NFC, card piuttosto che UHF=logistica, tracciabilità – Ad esempio applicazioni RFId NFC per loyalties card. – Oppure applicazioni RFId con sensori per la gestione del ciclo del freddo dei medicinali

    Ciao,
    Marco.

    marco · Mar 27, 01:19 PM · #

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