Tag Chipless · 05/09/08 13:09
Al convegno RFId Point che si è tenuto martedi e mercoledi di questa settimana, si è parlato di applicazioi, RFId e anche di tag chipless. Nel senso che il relatore (Uni Roma) li ha nominati, dichiarando di non conoscere gli attuali sviluppi e applicazioni.
Ho fatto un rapido giro in rete ed ho verificato che esistono delle soluzioni chipless effettivamente sul mercato.
Innanzitutto sono basate su inchiostri conduttivi. Il tag è un’antenna che risuona su di una specifica frequenza del campo EM emesso da un’antenna/reader. Ogni antenna di ogni tag è diversa, pertanto diversi sono i “codici” leggibili”.
Le frequenze di funzionamento sono sui “giga” (2.45) e la distanza di lettura è 30/50 cm. Per leggere un tag servono alcuni secondi (1/2). I tag sono stampati.
Interessante.
Le applicazioni? Anticontraffazione, marcatura.
Inksure (anticontraffazione documentale)
Somark (taggatura animali)
L’americana Somark, una giovane azienda focalizzata alla sicurezza alimentare, con sede a St. Louis, MO, sta sviluppando una tecnologia di identificazione brevettata, basata su un tatuaggio a base di inchiostro biocompatibile con funzionalità RFID, ma senza chip, cioè con inchiostro conduttivo. Un prodotto estremamente innovativo che è indirizzato al settore degli allevamenti, come mezzo di identificazione delle mandrie. L’azienda ha svariati investitori, tra cui le società Med-Pharmex Animal Health, St. Louis Arch Angels e la Washington University di St. Louis. Il sistema Somark è basato, come detto, su un inchiostro conduttivo e adatto al contatto con la pelle. Quando viene applicato, il tatuaggio crea un codice identificativo univoco, che può essere identificato a distanza senza necessità di linea visiva diretta. Questa tecnologia crea praticamente una sorta di marchio biometrico, ma utilizzando un pattern RFID senza chip, con il solo utilizzo dell’inchiostro. Gli elementi costitutivi del sistema Somark sono insomma l’inchiostro con cui si fa il tatuaggio sulla pelle dell’animale, un applicatore, cioè un dispositivo meccanico che applica il tatuaggio, i lettori che possono essere sia manuali che fissi e un middleware serve per connettere i reader con database e applicativi di terze parti. Fra i vantaggi del sistema, visto che l’identificativo è composto solo da inchiostro e non da tag convenzionali, i costi molto contenuti rispetto alle tecnologie RFID oggi diffuse per le marche auricolari o altri dispositivi di identificazione.
— marco
RFId Point · 05/05/08 19:29
Domani sono all’ RFId Point 
Un po’ di RTL UWB.
Un po’ di RFId UHF.
Un po’ di chiacchiere.
:)
— marco
L'iPhone arriva in Italia · 04/23/08 13:32
Grazie ancora a Luca Luciani per farci ridere senza fine!
Dopo la esilarante performance vista e rivista su youtube e tv, Luciani assieme a Bernabè sono riusciti a spuntare la loro Waterloo (da leggersi Uaterlò) nei confronti di Apple.
Vittoria: Telecom non pagherà le revenue shares (il 30% famigerato) ad Apple sulle telefonate e sul traffico dati.
In cambio solo alcune piccole concessioni:
1. Telecom non avrà l’esclusiva (se non per un periodo limitato non specificato, in pratica il tempo di firmare i contratti con gli altri).
2. Telecom dovrà vendere il telefono ad un prezzo maggiorato (come in Francia e Germania, tra 799 e 999 Euro).
3. Telecom fornirà i suoi abbonamenti ultracari senza flat rate sui dati.
Luciani, che manager!
— marco
Doppia firma / 2 · 04/14/08 18:28
Questa è la mail ricevuta oggi:
La avvisiamo che la lettera di Assunzione di Responsabilita’ (LAR) che
ha inviato al NIC per il dominio omissis.it e’ stata respinta in quanto non completamente leggibile a causa dell’errata trasmissione del fax.
Di male in peggio… piove?
— marco
Commenti [6]
Doppia firma · 04/11/08 19:16
Ho registrato ieri un dominio internet italiano (.it) tramite un provider online. E non essendo più abituato quasi mi stava sfuggendo di stampare la LAR – Lettera di Assunzione Responsabilità – da inviare al CNR via FAX (si, proprio quella macchinetta ticchettante che si usava anni fa…).
Firmo la lettera e la invio.
Stasera arriva la seguente mail:
Gentile Cliente,
la avvisiamo che la lettera di AR che ha inviato al NIC è stata respinta, controlli sotto il motivo per cui è stata respinta:
20220 – Manca una firma (entrambe le firme sono obbligatorie).
Bene, la nuova LAR prevede ben DUE FIRME LEGGIBILI!!!
Come i due primati che abbiamo conseguito:
1. Siamo l’unico paese al mondo che per registrare un dominio internet richiede un fax!
2. Siamo l’unico paese al mondo che richiede due firme!!
Mi aspetto che tra poco, per completare la procedura, vogliano anche la marca da bollo, naturalmente regolarmente annullata e firmata :)
— marco
Cosa c'entrano le scie chimiche con la radiofrequenza? · 04/03/08 17:12
C’entrano e se c’entrano! Per modificare il clima non bastano le micropolveri ma serve anche un forte campo EM per tenerle allineate. E’ quello che fa il progetto H.A.A.R.P. in Alaska. Ufficialmente per lo “studio della ionosfera e delle scienze della radio”, ufficiosamente con una centrale atomica al suo servizio per irradiare una quantità di energia mai vista.

“The HAARP antenna array consists of 180 antennas on a total land area of about 35 acres. The array, along with its integrated transmitters, has a total radiated power capability of about 3,6 MegaWatts”. (dalle FAQ del sito ufficiale HAARP)
3,6 MegaWatt irradiati nell’aria!!!
Numeri che fanno girare la testa. Sempre più inquietante.
— marco
Scie chimiche · 04/02/08 13:44
Ogni tanto buttiamo l’occhio al cielo.
Stamane a Milano era una giornata bellissima.
Verso le 9.30 sono cominciate.
Tre scie chimiche, prodotte dagli aereoplani militari cisterna americani che hanno insozzato il cielo da est a ovest con nuvole di bario. Poi piano piano si sono trasformate in nuvole. Ora il cielo è grigio.
Dal 2003 anche il ns. governo ha permesso agli americani di produrre le loro scie chimiche come in USA/Canada e nel resto dell’Europa, per consentire loro di fare esperimenti sul clima.
Quantomeno inquietante.

(keyword Google/YouTube: scie chimiche, chem trails)
P.s.: Un’interessante presentazione online segnalata da Ing. Lele
— marco
Mercato e progetti · 03/31/08 19:34
Mi segnala Ing. Lele questo interessante post relativo al mercato RFId mondiale.
Due sorprese: per quanto rigrada i mercati nazionali, sul podio sale la Cina e pertanto si configura come segue: 1 USA, 2 UK, 3 CINA.
Ma la sorpresa è la mancanza della Germania sul podio (classificata quinta dopo il Giappone).
In Cina (Shanghai) già due anni fa il sistema Taxi/Autobus/Metro era integrato mediante una unica carta RFId per micropagamenti.
Nei settori, quello trainante è “Financial, Security and Safety”... anche qui, nessuna sorpresa (almeno guardando il mercato dove si sta operando con profitto in Italia).
... intanto in questo istante è arrivata la notizia che Milano ha vinto l’Expo 2015… un tag per tutti?
:)
— marco
A completamento del post di ieri sera... · 03/27/08 13:05
Concordo pienamente con con Stefano
Invece, su Malpensa il mio commento è questo: 97 new airports to open in 12 yrs.
A second international airport in Beijing, construction of which will begin before 2010, is just one of 97 to be built in China before 2020, the General Administration of Civil Aviation of China (CAAC) said in its latest airport development plan.97 aeroporti in 12 anni, un nuovo aeroporto ogni 1,5 mesi.
According to the plan, which covers the years up to 2020, the number of airports nationwide will increase to 192 by 2010, and to 244 by 2020.
poi altri 52 aeroporti in 10 anni , uno ogni 2,3 mesi.
E noi vogliamo / lasciamo fallire Malpensa…
— marco
Procedure e tecnologia · 03/26/08 21:48
Sono a Roma in aeroporto aspettando il volo delle 21.50 per Milano.
Mi sono tornate alla mente le frasi che tutti sentiamo da parte del personale di bordo ma non ascoltiamo per assuefazione:
“... per tutta la durata del volo è vietato l’uso di riproduttori digitali di musica mentre è permesso previa l’autorizzazione del capitano l’uso limitatamente alla fase di crociera dei computer portatili purchè non connessi a lettori di compact disk e a stampanti”
Stamane (sul volo da Milano) un qualche thread mentale ha catturato la frase: ma è una palese incongruenza:
Un computer E’ (anche) UN RIPRODUTTORE DIGITALE DI SUONI!!!
E un iPod Touch E’ (anche) UN COMPUTER!!!
Chi fa (o traduce per essere buoni) i regolamenti non capisce di tecnologia ;)
(...per non parlare dei regolamenti ai controlli dove ti forzano a mostrare il biglietto online stampato su carta come controprova dell’acquisto – visualizzato nella email su computer non va bene, stampato si!)

(non vorrei sembrare di parte, ma per una serie di motivi troppo lunghi da elencare, preferisco Airone/Lufthansa ad Airfrance)
— marco
Mifare craccato · 03/17/08 19:49
Stamane mi segnala Diego questo articolo , dove si parla di come i soliti due studenti abbiano “aperto” una card a memoria Mifare.
Dopo due parole con Dariush, scopro che anche noi, per fornire un servizio a dei ns. clienti, abbiamo fatto un algoritmo per “aprire” una Mifare. Del resto è una card senza difese: è una carta a memoria, non a processore.
La protezione a 48 bit non è comunque sufficiente per fermare nessun attacco “brute force”. Un “for” e un po’ di pazienza sono sufficienti.
Si, ok, ma i due ragazzi hanno aperto l’algoritmo e in 2 secondi riescono ad entrare in una Mifare da c.a. max 50 cm (non 1 metro) quando è estratta dal portafoglio.
E allora? Per entrare in una carta di credito un cameriere qualunque ci mette meno: una fotografia fronte/retro col telefonino ed è fatta. Tutti i dati sono scritti in chiaro.
Mentre in una carta a memoria, se sono furbo, i dati li ho cifrati con un qualche famoso algoritmo e con una chiave lunga a piacere.
Inoltre, ogni chip Mifare ha un ID univoco lungo 48 bit scritto nel silicio, non facile da simulare, che spesso viene usato in combinazione con la chiave di cifratura….
E tutto ciò per rubare un abbonamento settimanale della metropolitana?
Molto più facile, ancora, stampare in casa dei biglietti da una corsa singola :)
— marco
Gates UHF · 03/14/08 20:29
No, non si tratta di zio Bill ma di varchi UHF, scritto all’inglese (lo so non si deve declinare la lingua straniera in italiano, ma altrimenti non funzionava il giochino con lo zio Bill :).
Questa settimana ho speso il sabato e la domenica a installare una serie di gate UHF per monitorare i flussi di persone ad una manifestazione in un importante palazzo milanese (ma non importante ai fini del post).
La manifestazione è stata organizzata in 4 sale diverse. Il challenge era riuscire a leggere (e a contare, in modalità anonima) i presenti nelle sale, muniti di badge RFId UHF in formato ISO card.
Beh, impressionante: con delle colonne costruite su degli stativi, con montato un reader Sirit, due antenne UHF e una copertura di forex (una plastica bianca) siamo riusciti a leggere tutti (e sottolineo tutti) i badge che transitavano appesi al collo delle persone fino a distanze di 6 metri.
Normale direte? No, per chi ha picchiato la testa per anni con la tecnologia RFId, non è normale. E’ spettacolare!
— marco
Vespa, Panerai e i Blog · 03/02/08 18:41
Oggi ho scoperto che ho una seconda personalità, che mi drogo e cose del genere.
Basta sentire cosa dicono eminenti psicologi ospitati da Vespa in merito ai blog (qui il link all’articolo di Beppe) e il video di youtube:
Inoltre evidenzio un articolo di Stefano su Panerai (titolare di Class Editori, Milano Finanza) che spara a zero sulla rete come strumento foriero di illegalità.
Che tristezza.
Diffondiamo la lettera.
Lettera aperta al Dott. Vespa su Blog, Internet e mass media
Egregio Dott. Vespa,
Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,
In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d’espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.
Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; piu’ del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a “reti sociali” basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici italiani (ricordiamo tra i vari l’on. Gentiloni, l’on. Di Pietro, l’on. Letta, l’on Pecoraro Scanio, l’on Lanzillotta, l’on Storace, l’on. Santachè, ...), inclusi candidati premier alle prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).
Ci sembra che demonizzare i blog e il social networking, che sono fondamentalmente espressione di libertà, di democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico. Ancora peggio è criminalizzare i blog – come cercano talora di fare i paesi autoritari per giustificare le loro censure – solo perchè alcuni – giovani o no – lo usano male. Ci sembra che la trasmissione da lei curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata ad un altro tema, abbia purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura verso la comunicazione via Internet. Sarebbe, a nostro parere, un errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali aristocratici che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perchè ... fa male ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per leggere libri e giornali…
Internet, il social networking e i blog non sono solamente un fenomeno sociale, culturale e politico di enorme importanza. Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore economico centrale e strategico per lo sviluppo economico delle economie avanzate: le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni sono infatti da un lato un settore a sè stante – che di per sè porta ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari economici di prima grandezza – e dall’altro sono un fattore propulsivo decisivo per l’economia nel suo complesso, e in particolare per la diffusione dell’innovazione presso le aziende e le famiglie.
La Commissaria UE Viviane Reding ha piu’ volte ricordato che ben il 50% della crescita del PIL europeo e’ legata allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. Anche il recente rapporto Attalì per lo sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di impulso alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.
In Italia purtroppo l’economia cresce meno dei nostri omologhi europei anche perché le telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle graduatorie internazionali, come del resto lo è la televisione digitale (terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa diffusione della banda larga è forse l’indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle tlc.
Secondo i recentissimi dati diffusi dall’organizzazione degli operatori TLC europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:
1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19,8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.
2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.
I dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione peggiore di altri paesi, ma anche perché indicano la difficoltà del Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza con il resto d’Europea si va accentuando.
Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all’informatica con ricadute positive per l’intero sistema.
Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet. Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l’uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.
Discutere pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente riflette e, fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma va fatto mettendo nella giusta relazione gli effetti e le loro cause ed evitando considerazioni semplicistiche e condanne aprioristiche del mezzo.
Secondo noi è importante che non si criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l’uso e la diffusione estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi – sociali o criminali – che tutti desideriamo combattere. Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l’adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione, spostando in là nel tempo l’occasione di far crescere questo Paese.
Viceversa, una corretta e approfondita informazione può contribuire decisivamente a massimizzare i benefici di Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi di comunicazione.
Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i benefici di Internet e delle telecomunicazioni e non solo i problemi sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d’ora la nostra disponibiiltà a partecipare a un confronto su questi temi che a nostro parere sarebbe importante trattare in maniera approfondita e positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere sarebbe opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a dare il nostro contributo di esperienza e competenza.
Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento e nel frattempo Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Marco Camisani Calzolari, Blogger, Imprenditore, Chairman Speakage
Gildo Campesato, Giornalista, Direttore del Corriere delle Comunicazioni
Mario Citelli, Blogger, Imprenditore, Direttore Beltel – Mensile di attualità per l’industria ICT
Lele Dainesi, Blogger, Giornalista, Executive Communication Cisco Systems Italy
Luca De Biase, Blogger, Giornalista, Caporedattore Nova24 – Settimanale di innovazione de Il Sole 24 ore
Juan Carlos De Martin, Blogger, Docente Politecnico di Torino – Responsabile italiano Creative Commons
Michele Ficara, Blogger, Imprenditore, Presidente Assodigitale – Associazione Italiana Industria Digitale
Paolo Forcellini, Imprenditore, Segretario Generale Consulta Digitale Assocomunicazione – Confindustria
Alfonso Fuggetta, Blogger, Docente Politecnico di Milano
Enrico Gasperini, Blogger, Imprenditore, Presidente Audiweb – Joint Industry Committee per la rilevazione delle audience online
Enrico Grazzini, Blogger, Analista, Collaboratore Corriere Economia – Settimanale Economico Corriere della Sera
Marco Montemagno, Imprenditore, Conduttore Reporter Diffuso – Sky TG24
Layla Pavone, Blogger, Dirigente, Presidente IAB Forum – Interactive Advertising Bureau
Marco Palombi, Blogger, Imprenditore, Fondatore 1st Generation Network – Associazione imprenditori di prima generazione
Stefano Quintarelli, Blogger, Imprenditore, Past president AIIP – Associazione Italiana Internet Provider
Francesco Sacco, Blogger, Docente e Managing Director EntER – Centro studi per l’imprenditorialità – Università Bocconi
Francesco Siliato, Blogger, Docente Economia dei Media – Politecnico di Milano
Gigi Tagliapietra, Blogger, Imprenditore, Presidente Clusit – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica
Guido Tripaldi, Blogger, Imprenditore, Presidente Voipex – Consorzio per l’interoperabilità dei servizi Internet
— marco
Quando l'iPhone UMTS? · 02/28/08 20:00
Me lo chiedono in tanti e quindi lo scrivo per tutti:
“We believe this is one of the HSDPA solutions design wins management referred to as being due to ramp in [the second quarter of 2008],” he wrote. “Consistent with these checks, our Apple analyst Ben Reitzes believes that 3G iPhones will be released by mid-year.”
Gaudois added that in anticipation of the move towards HSDPA (High-Speed Downlink Packet Access) — the most common 3G service for GSM-based wireless networks — Infineon is ramping down production of the EDGE baseband solution used in the current generation of the iPhone in order to “clean” inventories ahead of the 3G model…. (articolo originale )
Quindi: il produttore di chip Edge (infineon) sta ripulendo i magazzini sbolognando il vecchiume.
Intanto si preparano a vendere i nuovi chip HSDPA a metà 2008.
Siccome le due “onde” di vendita dei telefonini coincidono con giugno/liuglio (prima delle vacanze) e dicembre (Natale), visti i tempi di produzione e distribuzione, e visto che noi siamo il famigerato “2° mondo”, è molto probabile che l’iPhone a larga banda vedrà gli scaffali per Natale.
P.s.: Telecom a giorni annuncerà l’accordo con Apple. Per cogliere l’onda di giugno/luglio con gli oramai obsoleti Edge. Poi a Natale HSDPA.
— marco
I nuovi chip UHF NXP · 02/20/08 20:04
NXP (ex Philips semiconductors) ha annunciato già a fine dell’anno scorso i nuovi chip UHF denominati G2X con 256 e 512 bit rispettivamente di memoria.
Di tutto rispetto.
Ma dagli anunci alla disponibilità passa tempo.
E ancora più tempo prima che i firmware dei reader sul mercato siano in grado di sfruttarne le caratteristiche.
I dettaglio: in codice sono GX2M e GX2L (Medium e Large) con appunto 256 e 512 bit di memoria.
In un chip epc gen2 (standard nato per l’identificazione a basso costo) la memoria spaventa: ma quanto cubano in dindini? Sembra che il prezzo alla fonte sia lo stesso dei vecchi chip con 192 bit di memoria.
E oltre alla memoria? Il principale vantaggio che intravedo è il “consumo” di energia: il 30% in meno rispetto alla precedente serie NXP. Ciò significa un’attivazione anche in campi EM più deboli e quindi una risposta più veloce in termini di tempo di presentazione dell’ID.
Ma c‘è dell’altro: NXP ha proposto delle estensioni a EPC GEN2.
1. EAS (Electronic Article Surveillance): un set di comandi per (essenzialmente) alzare/abbassare/rilevare un bit di antitaccheggio. Leggere il singolo bit è molto più veloce della lettura del codice EPC da parte di un reader che svolga funzioni antitaccheggio.
2. Read Protect: La memoria è interamente protetta da da una password a 32 bit. Ciò significa che il tag risponde con “0000” a meno che il reader si presenti con la giusta key. Pertanto il codice EPC è invisibile se protetto. La privacy ringrazia :) Ma non solo: in caso di presenza di centinaia di tag, il fatto di leggere solo gli item ricercati (con una particolare key) aiuta l’algoritmo anticollisione.
3. Calibrate: la funzione consente di rispondere continuamente con il contenuto della intera memoria del tag per poter calibrare agevolmente i reader e valutare la potenza del segnale riflesso (backscatter strenght).
Inoltre: User memory: 10.000 cicli di read/write; 10 anni di “ritenzione” dati; protetta da password; da 256 a 512 bit (tutto compreso: 96 bit EPC, 64 TID, 32 PWD: ciò implica altri 64 bit per i “256” e 320 per il 512).
Interessante notare che il TID (read only) è l’unione di NXP + codice del chip (16+16=32 bit), più 32 bit di un numero univoco generato e scritto nel “silicio” da NXP e garantito unico per ogni serie.
Bene e adesso che abbiamo i nuovi chip? Le estensioni EPC chi le capisce?
Attualmente sul mercato il reader di Sirit Infinity 510, è in grado di sfruttare le caratteristiche di G2X NXP, attraverso una serie di comandi specifici:
- ReadProtect modem.protocol.isoc.nxp.read_protect(tag_id, pwd, antenna)
- ResetReadProtect modem.protocol.isoc.nxp.reset_read_protect(tag_id, pwd, antenna)
- ChangeEAS modem.protocol.isoc.nxp.change_eas(tag_id, pwd, reset_eas|set_eas, antenna)
- EASAlarm modem.protocol.isoc.nxp.eas_alarm(antenna)
- Calibrate modem.protocol.isoc.nxp.calibrate(tag_id, pwd, antenna)
I comandi sono disponibili dal firmware 2.0, rilasciato in questi giorni.
Adesso non resta che fare delle prove in lab per verificare l’effettiva efficienza dell’attivazione del chip, la velocità di r/w della memoria, l’efficienza dell’anticollisione e del bit EAS.
— marco
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iPhone libero in 2,5 minuti · 02/12/08 19:59
Incredibile! Solo ieri si impiegava circa 2 ore a liberare un iPhone 1.3 e ora solo 2,5 minuti!!!
La pagina è questa: Zibree
Il file da scaricare questo: ZiPhone

Unica “rogna”: funziona da Windows (ovverossia a me l’applicazione Mac / terminale ritorna un bel “Bus Error”)
Pertanto:
- 1. Ho eseguito Windows da Parallels
- 2. Ho installato iTunes (senza nn vede correttamente l’iPhone)
- 3. Da task manager (click col bott dx sulla barra dei task) ho ucciso iTunesHelper e iPodService per sicurezza
- 4. Da menu di Parallels / Devices / USB si spunta iPhone (per farlo vedere a Windows)
- 5. Da command Line (CMD) si esegue: ziphone.exe -u -a -j
(chiaramente se si lavora da Windows direttamente le righe 1 e 4 sono inutili).
tempo 2,5 minuti ed un qualunque iPhone e’ libero!!!
Pertanto ripetendo la command line “ziphone.exe -u -a -j” si liberano a catena n iPhone in pochissimi istanti.
Io ho portato tramite iTunes (Mac) il mio iPhone 1.2 OTB alla 1.3 regolare (bottone Ripristina) e poi l’ho liberato: va benissimo e senza la SIM cinese!!!!!
Ora basta: si torna a parlare di RFId.
Update: oggi 13/2/08 funziona anche da OSX!!! ;)
— marco